Un preventivo per un sito vetrina parte da 2.000 euro; un portale e-commerce su misura con integrazioni CRM, gestione ordini e pagamenti può arrivare a 15.000-25.000 euro. La cifra cambia con obiettivi, funzionalità e complessità, e la differenza tra le due soluzioni non sta solo nel prezzo: sta nel valore che ognuna genera per il business.
Le fasce di prezzo principali per le PMI sono tre. Sito vetrina (3-5 pagine): 2.000-4.000 euro, ideale per professionisti e attività locali. Sito business (6-15 pagine con blog, portfolio e form avanzati): 4.000-8.000 euro. E-commerce (catalogo prodotti, carrello, pagamenti, logistica): 8.000-20.000 euro. Ogni fascia seria include design responsive, SEO base, ottimizzazione delle performance e formazione al cliente.
I fattori che incidono di più sul costo finale sono: la personalizzazione del design (template o progetto su misura), il numero e la complessità delle funzionalità (form, aree riservate, API, automazioni), la strategia SEO integrata, i contenuti (copywriting professionale, foto, video) e la formazione del team. Un preventivo trasparente deve dettagliare ogni voce.
Investire in un sito professionale conviene perché è il biglietto da visita digitale della tua azienda: la maggior parte degli utenti giudica la credibilità di un’azienda proprio dal suo sito web. Per una PMI che opera in un territorio come Arezzo o la Toscana, un sito ben fatto è spesso il primo canale di acquisizione clienti.
Prima di firmare, chiedi preventivi dettagliati che separino design, sviluppo, contenuti e manutenzione. Verifica i progetti passati di chi hai davanti e assicurati che il supporto continui anche dopo il lancio: il giorno in cui ti servirà una modifica, quella persona ci deve ancora essere.
Cosa chiedere a un preventivo prima di firmarlo
Un preventivo onesto si legge in dieci minuti, perché ogni voce è separata e spiegata. Se ti viene proposta una cifra unica e generica, chiedi la scomposizione prima di decidere. Le domande minime sono cinque:
- Cosa comprende la cifra? Design, sviluppo, contenuti, SEO base e formazione come voci distinte, con i margini di revisione previsti.
- Di chi è il sito alla fine? Codici, file di design, dominio e hosting devono diventare tuoi, non restare in mano al fornitore.
- Cosa succede dopo il lancio? Manutenzione, aggiornamenti e piccole modifiche: chi li fa, con quali tempi e a quale canone.
- Su quali esempi posso misurarti? Siti già online di aziende simili alla tua, da aprire con calma, anche da mobile.
- Come misureremo i risultati? Contatti, richieste di preventivo, telefonate: una metrica primaria, non solo «traffico».
Un test concreto: prendi un sito di riferimento del fornitore e analizzalo con PageSpeed Insights. Se un’agenzia che vende prestazioni ha il proprio sito lento, sai già che peso avrà la velocità nel tuo progetto.
I costi ricorrenti che il preventivo non mostra
Il prezzo del progetto è solo una parte della spesa. Ogni sito vive di canoni che tornano ogni anno, con o senza agenzia: hosting, dominio, licenze di temi e plugin, aggiornamenti di sicurezza. Prima di confrontare due preventivi, chiedi a entrambi il costo totale stimato a due anni, progetto più ricorrenze: è l’unico confronto onesto. E ricorda che un sito che nessuno tocca per diciotto mesi finirà per costarti un secondo rifacimento.
Template, personalizzazione o su misura: dove finiscono i soldi
Nella fascia 2.000-4.000 euro si lavora quasi sempre su template o page builder: va bene per partire, se la struttura resta tua e i contenuti sono curati. Tra 4.000 e 8.000 euro il design diventa personalizzato e il sito cresce con te: blog, portfolio, form avanzati. Oltre gli 8.000 euro entri nel progetto su misura, dove ogni funzione (dall’area riservata all’integrazione con il gestionale) è costruita attorno ai tuoi processi. Nessuna fascia è giusta in assoluto: quella giusta dipende da quanti clienti il sito deve trasformare, non da quanto hai deciso di spendere.
Quando conviene rifare il sito da zero
Rifare tutto conviene quando la base è compromessa: tecnologia ferma da anni, struttura che non regge i contenuti che servirebbero, manutenzione diventata insostenibile. Ritoccare conviene quando l’impianto tiene: velocità accettabile, architettura sensata, contenuti che funzionano. In mezzo sta la maggior parte dei casi reali, e la risposta onesta è spesso un rifacimento per fasi: prima la pagina più visitata, poi il resto. Chi ti propone sempre la demolizione totale, o chi ti dice che basta cambiare il logo in testa, sta rispondendo al proprio listino, non al tuo sito.
Hai un preventivo in mano? Leggiamolo insieme
Capire se una cifra è giusta è più semplice con chi quei preventivi li scrive ogni settimana. Ti proponiamo una call gratuita di 30 minuti, o una diagnosi digitale gratuita con report in 48 ore, per capire quale fascia serve davvero alla tua PMI.
Continua il percorso
- Siti e web app su misura: il servizio Netcat
- WordPress o Next.js per una PMI: il confronto
- SEO tecnica: la checklist per non sbagliare
- Core Web Vitals spiegati a chi deve scegliere un sito
Domande frequenti
Posso partire con un sito vetrina e ampliarlo dopo?
Sì, se lo decidi il primo giorno. Un vetrina ben fatta su una tecnologia aperta diventa il primo modulo di un sito più grande: si aggiunge il blog, poi le aree riservate, poi l’e-commerce. Il problema nasce quando parti con una soluzione chiusa, dove ogni crescita equivale a ricominciare da capo. Chiedi al fornitore, subito, come quel sito potrà crescere tra due anni.
Perché qualcuno mi propone un sito a poche centinaia di euro?
Perché ti sta vendendo un template riempito con i tuoi testi, non un progetto: niente strategia, niente contenuti professionali, niente ottimizzazione. I costi veri arrivano dopo, tra modifiche a pagamento e un sito che non genera nulla. Per una semplice presenza può bastare; per il primo canale di acquisizione clienti di una PMI, no.
Cosa comprende la «SEO base» inclusa nelle fasce di prezzo?
Almeno questo: titoli e meta description scritti per le pagine vere, sitemap e indicizzazione impostate, URL puliti, testi alternativi per le immagini e tempi di caricamento curati. La SEO competitiva (contenuti, keyword, link) è un percorso successivo. Se nel preventivo la voce non è specificata, chiedi cosa significhi esattamente: è il punto dove i preventivi economici si sgonfiano.
