Trenta minuti, strumenti gratuiti e un foglio: bastano per un audit SEO onesto del tuo sito, fatto da te, oggi. Non sostituisce un'analisi profonda, ma ti dice qual è il problema principale e se vale la pena occupartene da solo o chiamare qualcuno. Ecco la procedura, minuto per minuto.
Minuti 0-5: prepara il foglio
Apri un documento con sei righe: indicizzazione, Search Console, velocità, title, posizionamento, note. Le risposte che annoterai sono sì/no o numeri, non pareri. Poi apri in altrettante schede le cinque pagine principali del sito: home, chi siamo, la pagina del servizio che vende di più, contatti, e l'articolo di blog più letto se esiste.
Minuti 5-10: cosa Google ha in indice
Vai su Google e cerca site:tuosito.it, i due punti attaccati al nome di dominio. Scorri i risultati e fatti tre domande: le pagine importanti ci sono tutte? Ci sono ancora pagine vecchie o dismesse? C'è qualcosa di pubblico che non doveva esserlo? Annota alla riga indicizzazione quello che vedi, anche a occhio: è la fotografia di ciò che Google ritiene essere il tuo sito.
Minuti 10-15: Search Console
Entra nella Search Console e guarda tre posti, senza interpretare: trascrivi. Il report Prestazioni ti dice quali query portano clic oggi e su quali pagine. La sezione sull'indicizzazione ti mostra errori e pagine escluse. Il report Core Web Vitals, se ha dati, ti dice quante pagine rientrano nei valori buoni. Se non hai accesso, la parola d'ordine è chiederlo a chi gestisce il sito: lo strumento è gratuito, l'accesso è una questione di dieci minuti.
Minuti 15-20: velocità da smartphone
Apri PageSpeed Insights, incolla l'indirizzo della home e leggi il report mobile, quello predefinito: con la mobile-first indexing è la versione che conta. Scorri l'elenco delle cause segnalate, immagini pesanti, script che rallentano, font che bloccano, e trascrivi le prime due o tre. Poi ripeti per la pagina del servizio principale. Due misure bastano: l'audit serve a trovare il problema, non a risolverlo.
Minuti 20-25: title e description delle cinque pagine
Torna su Google e cerca di nuovo site:tuosito.it. Confronta i risultati con le cinque schede aperte all'inizio. Ogni titolo è diverso dagli altri? Descrive la pagina o è generico? La description, il riassunto sotto al titolo, esiste e c'entra con la pagina? Annota le due pagine messe peggio: sono già una lista di lavori pronta, e sono anche i fix più rapidi di tutto l'audit.
Minuti 25-30: tre ricerche da cliente
Apri una finestra privata del browser e cerca i tuoi servizi come li cercherebbe un cliente, non con il nome del tuo brand: il servizio più la tua città, il problema che risolvi, e una variante con la parola prezzo. Per ognuna annota: dove compari, chi c'è davanti, se compaiono mappe o annunci. Tre ricerche bastano per capire se il tuo sito partecipa alla gara giusta o guarda da fuori.
Adesso leggi il foglio
Certe risposte si sistemano da soli in mezz'ora: un title doppio, una pagina da eliminare, un'immagine da comprimere, una scheda da aggiornare. Altre chiedono competenza: indicizzazione bloccata, velocità strutturale, assenza di visibilità sulle ricerche del tuo mestiere. La regola pratica è semplice: se il fix sta nel pannello del tuo sito e sai dove cliccare, fallo tu; se tocca la struttura o non sai dove mettere le mani, portalo a chi lo fa di mestiere. E ripeti l'audit ogni tre mesi circa: pesa molto meno dell'audit fatto ogni tre anni, e ti abitua a riconoscere i problemi quando sono ancora piccoli e si sistemano in fretta.
Se vuoi approfondire la disciplina, la guida alla SEO per le PMI copre il quadro intero; se invece ti interessa come si lavora partendo dai dati, la diagnosi digitale secondo il metodo Netcat racconta la fase che precede ogni progetto. E se il foglio dice che i problemi sono di contenuti oltre che tecnici, la pagina sulla SEO assistita da AI spiega come li affrontiamo.
Il tuo foglio, il nostro report
Il fai-da-te onesto arriva fin qui: leggere i numeri nel dettaglio e mettere in fila le priorità chiede tempo e occhio allenato. La diagnosi digitale gratuita di Netcat consegna in 48 ore un report sul tuo sito, con i problemi in ordine di impatto, così la decisione diventa più semplice.
Continua il percorso
- WordPress o Next.js: il confronto per un sito aziendale
- Quanto costa un sito web: i fattori che muovono il prezzo
- Siti e web app: come li costruiamo
Domande frequenti
Non ho accesso alla Search Console: come lo ottengo?
Lo strumento è gratuito e serve un account Google. Il passaggio tecnico è la verifica della proprietà del sito, che si fa con un record DNS o un file caricato sul dominio: chi ti fornisce hosting o dominio lo fa in pochi minuti. Una volta verificato, i dati iniziano a raccogliersi e dopo qualche giorno l'audit diventa molto più informato.
Ogni quanto conviene ripetere questo audit?
Ogni tre mesi circa, e sempre dopo un restyling, un cambio di dominio o l'aggiunta di molte pagine. I report della Search Console invece meritano uno sguardo più frequente, anche ogni settimana: segnalano in tempo reale errori di indicizzazione che altrimenti scopriresti mesi dopo, quando il danno è fatto.
Posso fidarmi dei punteggi di PageSpeed?
Come indicazione sì, come verità assoluta no. Il punteggio può muoversi un po' da un test all'altro perché la misurazione di laboratorio dipende dalle condizioni del momento. Guarda le cause elencate nel report e i dati reali dei visitatori, quando ci sono: raccontano la storia più affidabile della tua pagina.
