Tutti e tre fanno la stessa cosa di fondo: muovono dati tra applicazioni senza che qualcuno copi e incolli. Ma il modo in cui lo fanno, quello che costa e quello che richiedono da te cambia parecchio. Qui sotto il confronto che di solito facciamo verbalmente con i clienti, senza un vincitore assoluto, perché il vincitore dipende dalla tua azienda.
Prima una premessa che vale per tutti: lo strumento arriva dopo il processo. Se non hai chiaro cosa automatizzare e perché, prima conviene mappare i flussi, come raccontiamo in automazione dei processi aziendali.
Tre strumenti, tre filosofie
Zapier punta sulla semplicità: colleghi due app in dieci minuti e funziona. Make punta sul controllo visuale: scenari disegnati dove vedi i rami, i filtri, i cicli. n8n punta sull’autonomia: un motore che puoi ospitare sui tuoi server, con nodi pensati anche per l’AI. Nessuna delle tre filosofie è migliore in assoluto: rispondono a domande diverse.
Zapier: il più rapido da avviare
È lo strumento che si installa da soli un venerdì pomeriggio. Il catalogo di app collegate è il più vasto dei tre, l’editor guida passo per passo e i modelli pronti coprono i casi comuni. Se la tua prima automazione è "quando arriva una email con allegato, salvalo in Drive", Zapier la accende in un quarto d’ora.
Il punto debole è il rapporto tra volume e costo. La tariffazione è legata alle operazioni consumate: più l’automazione lavora, più paghi. Con pochi flussi non si nota; quando le automazioni diventano una decina e girano ogni giorno, il conto cresce con l’uso. I piani, incluso quello gratuito con limiti, sono descritti in la guida ufficiale di Zapier.
Make: il controllo visuale
Make, che molti ricordano come Integromat, disegna le automazioni come scenari: rami, iteratori, router, aggregatori. Rispetto a Zapier vedi meglio cosa succede ai dati in mezzo al percorso, e per la stessa fascia di prezzo ti sposti più lontano.
Il rovescio: la curva è media. I primi scenari si costruiscono in fretta, ma usare bene router e iteratori chiede un po’ di pratica. Anche Make ha un piano gratuito con limiti, e poi fasce a pagamento che crescono col numero di operazioni.
n8n: controllo, dati in casa e nodi AI
n8n si distingue per due cose. La prima: la licenza community self-hosted è gratuita, quindi con un server tuo il costo non scala col volume di esecuzioni. La seconda: dentro trovi nodi dedicati all’AI, incluso l’AI Agent a cui collegare modelli come Claude o GPT, che rende naturale costruire automazioni con un modello linguistico in mezzo (di questo parliamo in agenti AI: cosa sono e quando servono).
Esiste anche n8n Cloud a pagamento, per chi non vuole gestire un server. Ma se resti sul self-hosted, qualcuno che se ne occupi serve: aggiornamenti, backup, riavvii. È il prezzo dell’autonomia.
Le domande che decidono per te
- Quante esecuzioni al mese? Centinaia: qualunque strumento va bene. Decine di migliaia: la tariffa a operazioni di Zapier e Make pesa, e il self-hosted di n8n diventa interessante.
- Dove possono stare i dati? Se i flussi toccano dati sensibili che preferisci non far uscire dai tuoi sistemi, il self-hosted è l’unica delle tre risposte costruita apposta.
- Chi lo manterrà? Se in azienda non c’è nessuno di tecnico e non vuoi un fornitore, Zapier e Make si gestiscono da soli più facilmente.
- Che ruolo ha l’AI? Se vuoi classificare testi, riassumere documenti o generare bozze dentro i flussi, i nodi AI di n8n sono la strada più corta.
- Budget a dodici mesi? Confronta il costo dei piani al volume che stimi, non al volume di oggi. Le tariffe cambiano: guarda sempre i piani ufficiali aggiornati.
Come la mettiamo quando affianchiamo un’azienda
Non partiamo mai dallo strumento ma dal flusso e dai dati. Un form da portare in inbox: tutti e tre lo fanno, scegli il più familiare al team. Dati sensibili da muovere tra gestionale e fogli: self-hosted. AI dentro i processi: n8n. Volume alto e prevedibile: si fa il conto tra piani a operazioni e costo fisso di un server.
Se riconosci la tua azienda in una di queste righe e vuoi un confronto sui tuoi casi concreti, è esattamente il tipo di lavoro che facciamo con il servizio di automazioni e AI di Netcat.
Mezz’ora di call, un parere sui tuoi flussi
Raccontaci quali processi ti rubano tempo e ti diciamo onestamente se conviene Zapier, Make o n8n, anche se la risposta fosse "nessuno dei tre, per ora". La call di 30 minuti è gratuita e la prenoti quando vuoi.
Continua il percorso
- Come le PMI italiane usano automazione e AI — esempi d’uso fuori dalla teoria.
- Chatbot per aziende — quando un assistente conversazionale ha senso e quando no.
- Sviluppo web, API e integrazioni — per quando l’automazione non basta e serve costruire.
Domande frequenti
Posso cambiare strumento in seguito?
Sì, ma si rifanno gli scenari a mano: i tre strumenti non importano i flussi tra loro. Per questo conviene scegliere pensando al volume di dodici mesi, non a quello della prima settimana.
Zapier diventa caro per una PMI?
Dipende dal volume di operazioni. Con pochi flussi che girano poco, resta competitivo. Il momento di ricontrollare è quando le automazioni crescono di numero o di frequenza: lì la tariffa a operazioni si sente.
n8n richiede per forza una figura tecnica?
In self-hosted sì: qualcuno deve occuparsi di installazione, backup e aggiornamenti, in azienda o tramite un fornitore. Con n8n Cloud invece l’infrastruttura la gestisce il fornitore, e resta richiesta solo la costruzione dei workflow.
